Laureata in Architettura a Firenze, Patrizia attualmente vive e lavora a Cagliari.
Architetto di formazione e sperimentatrice per vocazione, ha sempre nutrito una profonda passione per l’“arte del creare”, che l’ha portata negli anni ad affiancare alla professione una ricerca eclettica nel design, nella scenografia e nella grafica, realizzando opere in svariati ambiti.
Di particolare rilievo il suo impegno nel campo delle arti figurative, che trova nella Pop Art il linguaggio perfetto per raccontare la propria visione del mondo. La sua ricerca artistica è un processo di accumulazione e sintesi, un viaggio che parte dal rigore del progetto architettonico per approdare all’emozione imprevedibile dell’espressione casuale. Le sue opere sono finestre aperte su un universo dove la nostalgia incontra l’ironia, stimolando lo spettatore alla riscoperta dei simboli e delle icone che hanno plasmato la nostra identità collettiva.
La cifra stilistica di Patrizia Anedda si distingue per una ricerca estetica fatta di sottrazione. Distante dal caos cromatico tradizionale del movimento Pop, la sua produzione predilige l’uso di sfondi bianco-panna: spazi neutri e accoglienti che isolano il soggetto e ne esaltano la natura iconica. In questo vuoto deliberato, l’artista utilizza una tavolozza essenziale di uno o due colori per volta, scelti tra toni molto smorzati e polverosi, fatta eccezione per il rosso, unica nota vibrante che rompe il silenzio visivo con forza ed energia.
In un mondo saturato di immagini, la sua arte agisce come un filtro cromatico sulla realtà quotidiana. Mescolando tecniche tradizionali e linguaggi digitali, l’artista cattura il ritmo pulsante della strada e dei social media, lasciando che siano le texture dei materiali impropri — cemento, colle, garze e carta — a raccontare la materia urbana.
Il suo lavoro offre una seduzione visiva raffinata, dove il silenzio del bianco dialoga con il “rumore” della materia. Attraverso le sue opere, l’artista aspira a creare spazi coinvolgenti e promuovere esperienze significative, trasformando l’ordinario in straordinario e arricchendo profondamente gli ambienti in cui le sue creazioni si inseriscono.